Consigli agli Autori

 

 

Tutelare la vostra opera d'ingegno

 

Si raccomanda sempre di registrare l'opera presso un notaio prima di sottoporla ad un'agenzia, ad un editore o a qualsivoglia persona fisica o ente giuridico.

 

In alternativa, soluzione molto più pratica ed economica, si potrà inviare in busta chiusa con modalità raccomandata il dattiloscritto al proprio recapito (se si vuole eccedere in zelo, si potrà anche fare apporre, presso le Poste Italiane, un bollo con la data della spedizione su ciascuna delle pagine).

 

La busta contenente il dattiloscritto, una volta ricevuta, dovrà essere conservata chiusa anche dopo l'eventuale pubblicazione dell'opera (verrà aperta in presenza di un notaio solo in caso di controversie legali).

 

Questa semplice procedura vi tutelerà da eventuali tentativi di appropriazione dell'opera d'ingegno o da contestazioni da parte di terzi.

 

Naturalmente esistono molti altri sistemi, per esempio alcuni autori - per comodità - preferiscono la marcatura temporale o l'uso di posta elettronica certificata: procedure che in genere sono utilizzate per documenti di natura diversa, quali contratti, accordi privati, etc.

 

Per un dattiloscritto, opera d'ingegno, continuiamo a ritenere più sicure le procedure tradizionali.

 

 

 

Le grosse case editrici e le grosse agenzie letterarie: cosa aspettarsi

 

Disperazione e speranza sono i sentimenti che più accomunano gli scrittori in cerca di editore. Naturalmente non si possono ignorare, in nome della speranza, le reali condizioni dell’editoria italiana oggi.

 

Dobbiamo prima di tutto ricordare che i ricavi dei colossi dell’editoria solo in parte derivano dalla vendita dei libri: ci sono i ricavi da quotidiani, riviste, etc. (tradizionalmente in questi settori gli utili vengono fuori dalle inserzioni pubblicitarie) nonché, talvolta, da televisioni private. Sicché la cosiddetta crisi dell’editoria - i cui dati sono talmente cangianti e complessi da risultare incomprensibili a noi comuni mortali - è legata in primis al crollo delle inserzioni pubblicitarie in tali settori. Con l’avvento massiccio dei social, infatti, la pubblicità su testate giornalistiche e annessi cartacei si è certamente ridotta. Tuttavia essa, qualunque ne sia la causa, incide purtroppo sulle scelte e sugli obiettivi delle case editrici propriamente dette.

 

Veniamo ai libri. I colossi dell’editoria (sempre più colossi, come le recenti fusioni di marchi editoriali dimostrano) mirano al best seller e… al massimo risultato ottenuto con il minimo rischio! Dunque, senza voler scoraggiare nessuno, è piuttosto improbabile che tengano in considerazione libri di esordienti, soprattutto se non “presentati” da un editor, un agente o un altro scrittore o artista di incontestata fiducia.

 

Dunque - se si punta ai colossi - la “presentazione”, spesso ad opera di un agente, diventa quasi obbligatoria.

Ma ecco il primo punto dolente: le agenzie letterarie. Le più quotate, quelle che intrattengono un rapporto privilegiato e fiduciario con la grossa case editrice, sono anche le più care e le più esigenti.

 

“Ma io ho scritto un bel libro - voi direte - e posso spendere".

 

Purtroppo non basta.

 

Il grosso Agente, al pari e forse più dell’Editore, non può permettersi un “fiasco”, pena la perdita della sua credibilità, dunque è estremamente cauto e selettivo. Spesso libri di ottima qualità vengono scartati “perché in questo momento il vostro è un genere che non va” (vedi la difficile vita della poesia in Italia) oppure “perché non ha un pubblico” o ancora “perché troppo tradizionale o troppo difficile”, etc., etc.

 

Talvolta poi può accadere che l’Agente si convinca che il libro, oltre ad essere “buono” (non sempre significante “di qualità”) presenti delle elevate potenzialità commerciali, ma che non riesca comunque a convincere l’Editore ad investire (accade anche questo) e che dunque vi troviate ad attendere uno, due o più anni prima di ottenere una risposta. Senza contare il fatto, poi, che dalla risposta (ovvero contatto e, se siete fortunati, contratto con l’Editore) alla pubblicazione trascorrono non meno di un anno e mezzo - due (se va bene!)

 

Adesso sapete cosa aspettarvi.

Ciò non significa che dobbiate rinunciare, ma speriamo di avervi aiutato a intraprendere questa difficile strada con un pizzico di consapevolezza in più.

In bocca al lupo!

 

Delle medie e piccole case editrici parleremo presto…

 

 

 

 

Ideata da Maria Greco MG